Descrizione
Carl Lumholtzè un trentenne di Lillehammer senza prospettive laureato in teologia, maè bravo a sparare agli animali e impagliarli, e ha qualche contatto con i musei. È per questo cheparte per l’Australianel 1880, con l’intento dicatturare e mandare inNorvegiaquanta più fauna imbalsamata possibile. Così inizia la suacarriera di esploratore, che lo renderà famoso in tutto il mondo e un eroe in patria, protagonista di una vita che «somiglia a un romanzo d’avventura per ragazzi»: quattro anni inAustralia, quasi due decenni traStati UnitieMessico, due esplorazioni nelBorneo. Ma in viaggioLumholtzsi scopre etnografo, pioniere dell’«osservazione partecipante», e nonostante il retaggio eurocentrico e i rudimenti da frenologoscrive libri preziosi sulle esperienze tra le popolazioni native: gli aborigeni delQueensland, i rarámuri e i wixárika delMessico, i dayak delBorneo. Cosa resta oggi di quel mondo?
Morten StrØksnessovrappone il suo sguardo a quello dell’illustre concittadino e segue il suo viaggio. Quelli che per Lumholtz erano barbari da civilizzare, destinati a soccombere all’inesorabile avanzata della modernità occidentale, a un occhio contemporaneo appaiono come testimoni di culture uniche: depositari di un sapere inestimabile alle prese con i lasciti del colonialismo, da tempo in lotta con l’espropriazione dei territori ancestrali, il razzismo e il cambiamento climatico. Facendosi strada nelle foreste più fitte, partecipando a riti a base di peyote e schivando velenosi alberi australiani,StrØksnesfa i conti e ammenda con un passato ingombrante e si misura con un esploratore dimenticato, uomo del suo tempo eppure precursore del futuro, inun reportage monumentaleche omaggia l’ingegno umano e la sua capacità di comunione con la natura.
Edizione: 2026






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