Descrizione
Da uno scrittore che ha fatto del viaggio la sua ragione di vita,un omaggio aMinorca, rifugio mediterraneo dove il tempo sembra fermarsi.
Da oltre cinquant’anni, Minorca, un microcosmo di vento e siccità, è ilrifugio mediterraneo diCees Nooteboom, che vi passa le estati.
Tra i pozzi abbandonati e i muretti a secco dell’isola, testimonianze silenziose della sopravvivenza del passato, si aggirano cani, asini e la gatta Pipistrello, confortante emblema dell’eterno ritorno, protettrice domestica della tristezza improvvisa. Lì, finalmente fuori dal mondo,Nooteboompuò badare al suo giardino e riordinare i ricordi. Ripercorrendo il suo passato attraversoun mosaico di poesie, diari e racconti, conPioggia rossalo scrittore ed eterno pellegrino tenta di conciliare il paradosso di una vita: per metà dell’anno i viaggi tra il freddo di Amsterdam, i tropici del Sudamerica, l’Estremo Oriente, a bordo di aerei sgangherati, traghetti e automobili; per l’altra metà l’immobilità di un villaggio dove si parla menorquín e neanche la posta sembra arrivare. Cosa rimane dopo decenni di scissione tra il qui e l’altrove? Il mal di schiena, l’ironia del senno di poi e un po’ di saggezza, oltre agli amici di sempre, già immortalati nei romanzi. E poi lafede nella poesia, quella diLeopardi, Slauerhoff, Rimbaud, e lanostalgia dei mondi che non esistono più, come l’Ibiza degli anni Cinquanta, paradiso di assenzio, poeti e pescatori.
Ma anche la certezza di poter tornare al giardino che di anno in anno cresce più rigoglioso, e lì sperare che il barro, la pioggia rossa di Minorca, carica di sabbia del Sahara trasportata dal vento, avveri il sogno del viaggiatore: andare «avanti nello spazio e indietro nel tempo».
Edizione: 2025






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