Descrizione
Nel 1962 la biologa Rachel Carson, considerata madre dell’ambientalismo, inPrimavera silenziosametteva in guardia il mondo contro l’uso di pesticidi, una clava contro gli esseri viventi. Oggi, sessant’anni dopo, nel bel mezzo dell’Antropocene, l’era geologica in cui la profezia dell’uomo dominatore “su tutta la terra e su ogni rettile che vi strisci sopra” si è fatta realtà, lasciare che la natura ripari sé stessa non sembra più un’opzione percorribile. DopoLa sesta estinzioneche le è valso il Pulitzer,Elizabeth Kolbert riprende la parolacon autorevolezza nel dibattito globalesul cambiamento climaticoper analizzareda vicino alcune recenti,raffinatissime tecnologie messe in atto per invertire quella caduta verticale verso il disastro irreversibile. Partendo dunque dal presupposto che nemmeno l’immediata (e inattuabile) dismissione di secoli di progresso tecnologico ci restituirebbe ipso facto la natura, bisogna guardare con attenzione a tutti i tentativi di salvare il pianeta. Anche ai più stravaganti, anche a quelli più pericolosi. Perché, in effetti, il paradosso dell’Antropocene è la ricerca di soluzioni tecnologiche a problemi creati da chi cercava a sua volta soluzioni tecnologiche a problemi precedenti. Kolbert dunqueincontra biologiche cercano di preservare il pesce più raro del mondo che vive in una minuscola pozza nel deserto del Mojave,ingegneri islandesiche trasformano l’anidride carbonica in roccia,ricercatori australianiche tentano di selezionare un supercorallo che sopravviva al mare troppo caldo e acido,genetistiche modificano specie animali per farle estinguere,fisiciche progettano di sparare nella stratosfera microscopici diamanti che intercettino la luce solare, raffrescando la terra ma cambiando il colore del cielo. Sono diecimila anni che l’umanità si esercita a sfidare la natura, e se Kolbert nel libro precedente aveva esplorato i modi in cui la nostra capacità di distruzione ha rimodellato il mondo naturale, ora invita a concentrarsi sulle sfide che ci attendono. Anche se si tratta di fiumi elettrificati, di roditori e rospi “riprogettati”, di grotte finte, del cielo sopra le nostre teste che potrebbe diventare bianco.
Edizione: 2022






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