Descrizione
«Non ci troverete nulla. Non c’è nulla in Patagonia»: il giudizio, lapidario, è diBorges, e viene riportato daPaul TherouxinRitorno in Patagonia. Che le cose non stiano proprio così lo ha dimostratoChatwin, offrendoci il ritratto vitale diuna terra arida ma nient’affatto immobile, un luogo dove non è necessario mettersi alla ricerca di storie, perché sono le storie a venire da te. E lo conferma ancheStefano Faravelli, con questocarnet de voyage– «sintesi di visione e pensiero … intrecciarsi di una partitura disegnata (o dipinta) con quella scritta» – dedicato alla suaesperienza a bordo dell’Adriatica, salpata dal porto di Ushuaia con l’intento di doppiare Capo Horn, ma sorpresa da una tempesta e costretta a trovare riparo sull’Isola Navarino, nel Canale Beagle. «Una disavventura, più che un’avventura», che però non gli ha impedito di seguire la sua personalissima «Via del Taccuino».
Conil piglio curioso del viaggiatore esperto e l’attenzione maniacale ai particolari del naturalista,Faravelliriesce nell’impresa diracchiudere in poche pagine l’infinitamente piccolo e lo sterminato, il presente e il passato. Le venature sulla superficie di una conchiglia diventano così unità di misura e chiave di lettura dell’immensità dell’oceano, le rotte degli antichi navigatori si sovrappongono a quelle degli uccelli e dei delfini che seguono l’Adriatica,il disegno si fonde con le parole, le carte nautiche con i francobolli.
Il risultato èuna sorta di mappa mentale– qui fedelmente riprodotta –, come a suggerire checi sono luoghi troppo estesi, e complessi, per essere rappresentati dalle mappe tradizionali.
Edizione: 2025






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